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Nessuna libreria SAML ci girava, così ho implementato lo standard

Chi
multinazionale delle telecomunicazioni, ambiente a policy molto restrittive
In produzione
2019 → oggi
Rapporto
In subappalto
Stato
Ancora acceso

Il problema

Una multinazionale delle telecomunicazioni aveva bisogno di single sign-on federato: un utente entra una volta e accede a più sistemi, senza che ognuno tenga la sua password.

È un problema risolto da vent’anni, e ci sono le librerie. Il fatto è che nessuna di quelle librerie girava lì.

Il vincolo

L’ambiente aveva policy molto restrittive: cosa si può installare, cosa può girare, cosa può uscire. Non era una preferenza tecnica da negoziare — era il perimetro dentro cui bisognava stare.

Ed è il tipo di vincolo che non si scopre leggendo un documento: si scopre quando la prima libreria non parte, e poi la seconda.

Come l’ho risolto

Implementando lo standard. Firma XML, canonicalizzazione, cifratura delle asserzioni — le tre parti dove un errore non dà un messaggio d’errore, dà un rifiuto silenzioso. Sia Identity Provider sia Service Provider.

Un mese. Funziona dal 2019, e da allora l’ho toccato pochissimo: uno standard implementato bene non ha bisogno di manutenzione, ha bisogno di essere implementato bene.

Cosa c’è dentro

  • SAML 2.0
  • .NET Framework
  • IIS
  • SQL Server

Dov’è oggi

In produzione dal 2019.

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