Il problema
La distribuzione editoriale ha una caratteristica che la rende diversa da quasi tutto il resto: non si recupera. Un ordine di magazzino che salta oggi si evade domani. Un giornale che non parte stanotte non arriva domani, e domani quel giornale è vecchio.
Il sistema che gestisce la distribuzione lavora in quella finestra: quando i punti vendita hanno chiuso e prima che i furgoni partano. È l’unico momento in cui può lavorare, e non si sposta.
Il vincolo
Un distributore, un’installazione. Non c’è una seconda copia da cui ripartire, e non c’è una seconda notte. Un sistema con molte installazioni ha almeno il conforto che, se una si rompe, le altre continuano e si capisce cos’è successo. Qui l’installazione è una, ed è quella.
Vuol dire che ogni modifica va pensata al contrario: non «cosa migliora se funziona», ma «cosa succede stanotte se non funziona». È un modo di lavorare diverso, e cambia le decisioni molto più di qualunque scelta tecnologica.
Come l’ho risolto
Collaudo e produzione separati, sempre, e nessuna modifica che arrivi la sera stessa in cui è stata scritta. Rilasci piccoli, in modo che quando qualcosa non torna si sappia subito cosa guardare — perché è cambiata una cosa sola.
E la possibilità di tornare indietro in fretta, che su un sistema con una finestra sola vale più di qualunque ottimizzazione.